Figure professionali nel fotovoltaico in Italia: ruoli, competenze e requisiti
Il settore fotovoltaico in Italia coinvolge profili diversi, dal progettista al tecnico di cantiere, con responsabilità che spaziano dalla fase di sopralluogo fino alla manutenzione. Questa guida riassume ruoli tipici, competenze tecniche e requisiti formativi utili, con riferimenti alla normativa italiana su sicurezza ed impianti elettrici.
La filiera del fotovoltaico in Italia comprende progettazione, approvvigionamento, installazione, messa in servizio e manutenzione lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto. Ogni fase richiede figure professionali specializzate e un coordinamento accurato, soprattutto quando si opera su tetti, facciate o campi a terra. Conoscere chi fa cosa, quali competenze servono e quali abilitazioni sono richieste aiuta a impostare lavori conformi alla normativa e a ridurre i rischi operativi.
Quali ruoli sono frequenti nel fotovoltaico sul campo?
Tra i profili più ricorrenti rientrano il progettista elettrico, che dimensiona stringhe, protezioni e sistemi di messa a terra; il progettista strutturale, che verifica carichi, ancoraggi e compatibilità con il supporto; il site surveyor, che effettua i rilievi tecnici e fotogrammetrici; l’installatore elettrico e il montatore meccanico, responsabili di posa delle strutture, cablaggio DC/AC e passaggi tetto; il capo cantiere o site manager, che coordina squadre, fornitori e tempi; il collaudatore/commissioning engineer, che esegue test funzionali e compilazione dei verbali; il tecnico O&M, dedicato a monitoraggio, manutenzione preventiva e correttiva. Nelle commesse più complesse compaiono anche il project manager, il HSE specialist per sicurezza e il permit specialist per iter autorizzativi.
Le attività tipiche sul campo includono sopralluoghi con verifica ombreggiamenti e layout, installazione delle strutture di supporto, posa moduli e ottimizzatori se previsti, tiraggio cavi, crimpatura connettori MC4, quadristica DC/AC, installazione inverter, dispositivi di protezione e sistemi di monitoraggio, prove di continuità e isolamento, messa in servizio e redazione della documentazione as built.
Competenze tecniche, sicurezza e procedure di controllo
Sul piano tecnico sono centrali: lettura di schemi elettrici e planimetrie, calcolo di correnti di corto e cadute di tensione, corretta sezione dei cavi, coordinamento delle protezioni, selettività e messa a terra. È utile la familiarità con software di simulazione energetica e ombreggiamento (ad esempio PVsyst o strumenti equivalenti), CAD per tavole esecutive e piattaforme di monitoraggio per l’analisi delle prestazioni.
La sicurezza è regolata dal D.Lgs. 81/2008 e dalla relativa prassi operativa in cantiere. Per i lavori elettrici si applicano le qualifiche CEI 11-27 (PAV/PES/PEI) e procedure di lockout/tagout per sezionamento e verifica assenza tensione. Il lavoro in quota richiede DPI anticaduta di III categoria, linee vita certificate, imbracature e ancoraggi correttamente dimensionati, oltre a formazione specifica e aggiornamenti periodici. Per coperture leggere e superfici fragili servono misure aggiuntive di prevenzione caduta e pianificazione di accessi, punti di ancoraggio e percorsi sicuri.
Le procedure di controllo e collaudo comprendono: misure di isolamento (megger), continuità dei conduttori di protezione, verifica della resistenza di terra, prove I-V su campioni di stringhe con tracciatore curve, termografia per individuare hot-spot o connessioni difettose, verifiche funzionali di interfaccia e protezioni, test dei sistemi di monitoraggio. In Italia occorre rispettare le regole tecniche di connessione CEI 0-21 (bassa tensione) e CEI 0-16 (media tensione) e predisporre la documentazione richiesta dal distributore, oltre agli adempimenti documentali secondo il DM 37/08 per la dichiarazione di conformità degli impianti elettrici.
Requisiti e percorsi formativi: cosa è utile conoscere
I percorsi formativi possono partire da un diploma tecnico (es. istituti a indirizzo elettrico/elettrotecnico, meccatronico o edilizio) o dagli ITS dell’area energia e ambiente, fino alle lauree in ingegneria industriale, elettrica, dell’energia o civile per i ruoli di progettazione e coordinamento. Per eseguire e firmare impianti elettrici è necessario il rispetto del DM 37/08, che disciplina requisiti tecnico-professionali delle imprese installatrici e del responsabile tecnico. Per gli installatori di tecnologie alimentate da fonti rinnovabili è previsto l’iter di qualificazione FER in base al D.Lgs. 28/2011 e agli accordi Stato–Regioni per la formazione e gli aggiornamenti.
Le qualifiche CEI 11-27 (PAV/PES/PEI) attestano l’idoneità ai lavori elettrici; per l’accesso in quota sono richiesti corsi specifici e addestramento all’uso dei DPI anticaduta. In base al contesto possono essere necessari patentini per PLE/piattaforme di lavoro mobili elevabili, formazione per lavori su coperture, primo soccorso e antincendio. Figure con responsabilità di cantiere adottano e aggiornano POS/PSC e, ove previsto, i ruoli di coordinamento della sicurezza (CSP/CSE) seguono i requisiti normativi.
Tra le competenze trasversali rientrano pianificazione, gestione dei tempi, comunicazione con clienti e distributori, compilazione di rapporti e verbali, oltre all’uso accurato della strumentazione: multimetri, pinze amperometriche, cercafase omologati, crimpatori certificati, torque wrench per serraggi, tracciatori I-V e termocamere. La padronanza dei manuali dei produttori (moduli, inverter, sistemi di accumulo) è essenziale per un’installazione conforme alle specifiche e per mantenere la validità delle garanzie.
In sintesi, la professionalità nel fotovoltaico combina base teorica, addestramento pratico e aggiornamento continuo su norme, tecnologie e prassi di sicurezza. Una chiara definizione dei ruoli, procedure di controllo strutturate e requisiti formativi verificabili favoriscono impianti performanti, sicuri e allineati alla regolamentazione italiana lungo tutto il ciclo di vita.